GLI ULTIMI LEONI - Come le Mura di Bergamo furono salvate

Romanzo di Marco Carminati


• Formato cm 15,5x21,7
• 392 pagine
• Rilegatura con copertina cartonata rivestita in similtela
• Sovraccoperta a colori plasticata

ISBN 978-88-7201-358-8

Euro 25,00



 

Pochi Bergamaschi oggi sanno che il leo­ne in pietra posto sulle Porte d’accesso a Città Alta, il fiero Leone della Serenissima, ebbe per qualche tempo un “fratello” in carne e ossa. Comparve qualche volta in pubblico nelle occasioni speciali, almeno finché era un cucciolo, poi quando l’età adulta avrebbe reso impossibile gestirlo, scomparve dalle cerimonie ufficiali. Ma si racconta che sopravvisse a lungo, terminando i suoi giorni dietro le sbarre nei sotterranei delle Mura venete. E i suoi ruggiti, inquietanti e penosi, venivano letti dal popolino come moniti d’imminente sventura. Erano i giorni in cui Venezia, ormai al tramonto, subiva l’assedio dell’utopia giacobina e quelli successivi e contraddittori in cui Napoleone, da tribuno repubblicano, si apprestava a divenire nume incontrastato dell’Europa, trascinando nel turbine del suo destino le popolazioni del vecchio continente. Questo romanzo narra le vicende singolari di Bergamo nei mesi controversi e appassionati, in cui il cieco fanatismo avrebbe condannato a morte le Mura gloriose, che vennero però rocambolescamente risparmiate. A scoprire i dettagli dell’antica storia, una studentessa del Conservatorio Donizetti, appassionata di architettura e involontaria testimone di analoghi progetti criminali odierni ai danni delle vecchie Mura cittadine. Un fil rouge costellato di crudeli omicidi e di episodi inquietanti, in cui si incrociano avventurieri e spie, iniziati di logge segrete e abati rivoluzionari, nobili illuminati e poveracci senza pane, ufficiali napoleonici e cortigiane maliarde lega questa vicenda singolare, lunga duecentoventi anni, gettando nuova luce su uno dei monumenti più affascinanti di Bergamo, che il nostro contingente quotidiano ha finito per farci dimenticare e forse riscopriamo solo ora, in occasione della sua candidatura a patrimonio culturale UNESCO.