GIALLO BERGAMASCO - Intrighi e spie in Terra Orobica nella Belle Epoque

Romanzo di Marco Carminati

• Formato cm 15x22
• 264 pagine
• Rilegatura con copertina cartonata rivestita in similtela
• Sovraccoperta a colori plasticata

ISBN 978-88-7201-384-7

Euro 20,00



Giallo Bergamasco   C’è un fil rouge, anzi più propriamente un fil noir, che unisce le Crociate in Terra Santa alla soppressione violenta dei Templari; la “cattività avignonese” del papato al Petrarca ospite dei Visconti nel Castello di Pagazzano; le spregiudicate ambizioni dinastiche di Casa Savoia ai misfatti giacobini e alle trame massoniche internazionali, alla vigilia della Grande Guerra?
Parrebbe di sì da quanto emerge dalle indagini sugli omicidi avvenuti durante le seicentenarie celebrazioni petrarchesche nei saloni delle Terme di San Pellegrino, meta mondana delle più raffinate nella Belle Époque, che si spiegano solo alla luce di fatti ed intrecci svoltisi tra le fertili pianure di Damasco, le quinte silenziose del Castello di Pagazzano, nella dolce campagna bergamasca, le pietre gloriose, grondanti di storia, dell’abbazia di Altacomba e molti altri luoghi, fra cui non poteva ovviamente mancare la città santuario delle spie di tutti i tempi, Istanbul, leggendario ponte fra l’Asia e l’Europa.
Ma la verità riportata alla luce dagli investigatori è particolarmente imbarazzante in giorni che vedono ammassarsi sul capo di gran parte dell’umanità i terribili venti di guerra e molti vorrebbero poterla cancellare, insieme con le gravi responsabilità personali e collettive, con un colpo di spugna.
E in effetti l’eco degli spari registrati in una Valle Brembana sino ad un attimo prima sonnacchiosa e tranquilla, rivelatasi invece a sorpresa uno scrigno di inquietanti misteri ed efferati delitti, non sarà sufficiente ad evitare o sovrastare il fragore di un mondo che di lì a poco si sarebbe scientemente precipitato nel baratro.